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CURIOSITÀ SULLA COTTURA ALLA GRIGLIA
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Da quando l’uomo ha scoperto il fuoco è nato il barbecue, inteso come sistema di cottura di cibi alla griglia sopra braci ardenti (certo i nostri antenati non lo chiamavano così). L’origine della parola «barbecue» è per così dire esotica e in tutte le lingue del mondo mantiene lo stesso significato: cottura di cibi alla griglia sopra braci ardenti. Il termine inglese barbecue deriva probabilmente da barbacoa, parola con cui gli Indiani Caribi (cioè quelli dell’America centro-meridionale) identificavano una griglia di legno fissata a dei tronchi sotto la quale veniva acceso un fuoco per affumicare la carne; in Messico barbecue è anche infatti il nome di un piatto tipico di carne cotto lentamente su un fuoco aperto o, più tradizionalmente, in un buco scavato nella terra coperto con foglie. Il luogo in cui era posto si chiamava «bucan» e il verbo «bucanier» significava sia arrostire che affumicare.
Un’altra versione ritiene che barbecue derivi dal francese «de la barbe à la queue», cioè cuocere un animale tutto intero infilzandolo con lo spiedo «dalla barba alla coda». Al di là delle questioni linguistico-etimologiche, è dal 400.000 a. C. che gli uomini primitivi hanno scoperto che, usando la brace, la carne risulta più gradevole e digeribile, oltre a conservarsi più a lungo. Come naturale conseguenza si è iniziato a costruire i primi focolari, arrivati a noi attraverso le culture locali, come la cottura della carne allo spiedo verticale che ancora oggi possiamo ammirare e gustare nelle feste che la Sardegna regala per i matrimoni tradizionali.